Città
portuale delle Marche, capoluogo di provincia e della regione; è situata
sulle basse pendici nordoccidentali del monte Conero.
Fondata da rifugiati siracusani attorno al 390 a.C. con il nome di Ankón,
divenne base navale romana e poi municipio. In concorrenza portuale con
Venezia, lottò con la città veneta dal XII al XIV secolo, quando venne
occupata dai Malatesta (1348) e quindi ceduta alla Chiesa (1355), alla
quale tuttavia passò definitivamente solo nel 1532.
Monumenti di particolare interesse sono l'Arco di Traiano (115 d.C.) e i
resti dell'anfiteatro augusteo; il duomo di San Ciriaco, il Palazzo del
Senato (XIII secolo), la Santa Maria di Piazza, la Loggia dei Mercanti, la
Mole Vanvitelliana (1733). Notevoli anche il Palazzo Bosdari (1550), , e
il Palazzo Ferretti (XVI secolo), che ospita il Museo nazionale delle
Marche.
Importante centro commerciale e industriale Ancona basa la sua economia
anche sulle attività portuali e pescherecce. La provincia, che comprende
49 comuni è dedita all'agricoltura (ortaggi, ulivi, frutta, viti) e alla
produzione vinicola (Verdicchio). Un ruolo di rilievo svolgono infine il
turismo balneare e quello religioso (Loreto). |