Comune della provincia di Bari sorge a m 118 sul livello del mare e a 19 km dal capoluogo, che è anche il suo scalo ferroviario.
Il suo territorio (kmq 185,45) si estende fino alle Murge ed è ricco delle più svariate coltivazioni, tra cui
viti, olivi, mandorli, carrubi, pascoli e frutteti in genere. Bitonto è centro noto per la produzione olearia. Celebre e splendida la sua cattedrale romanica del XII sec. a imitazione di quella barese di S. Nicola, arricchita di preziosi amboni e sculture; degna di nota anche la chiesa di S. Francesco dalla facciata gotica e numerosi palazzi rinascimentali.
Bitonto è l'antica Butuntum dei Messapi, poi colonia greca, Bytontynon, e
successivamente municipio romano. Decaduta con le invasioni barbariche, risorse dopo il Mille e giunse a notevole grado di prosperità nei
secoli XI e XII. Durante la guerra angioina contro Luigi d'Ungheria si schierò con quest'ultimo e
ne fu punita con un duro assedio. Appartenne a varie signorie, da Giovanni Acquaviva
a Consalvo di Cordova nel 1507, i cui eredi la tennero fino al 1551, quando Bitonto comperò la propria libertà per la somma di 86.000 ducati. Nel 1734 vi si rifugiarono gli Austriaci, ma vennero sconfitti dall'esercito di Carlo di
Borbone, che così consolidava il suo dominio sull'Italia meridionale. |